Sud America 2018: visita alle piantagioni boliviane - Le Piantagioni del Caffè
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15 novembre 2018

Sud America 2018: visita alle piantagioni boliviane

Il nostro viaggio in Bolivia, alla ricerca di nuove piantagioni di caffè, ci ha permesso di entrare in contatto con nuove culture, città e realtà caffeicole. Prima di intraprendere la lettura di questo racconto leggi l’articolo sulla prima parte del viaggio.


26 giugno 2018

La sveglia suona ancor prima dell’alba. Non è facile alzarsi dal letto ma non abbiamo alternative: dobbiamo raggiungere in auto la provincia di Alto Beni, la cui strada viene chiusa al traffico dalle ore 7:00 alle 17:00 per lavori. Nella provincia di Alto Beni incontriamo Juanito Rodriguez, che coltiva due ettari di caffè che poi vende come mote (ovvero caffè in pergamino ll 60% di umidità). Per salvaguardare la sua produzione, deve far fronte ad un grosso problema: il Mono Martin, una scimmia Cebo che vive nella foresta circostante ed è ghiotta di ciliegie mature. Juanito e il fratello trascorrono le giornate a vagare per la finca muniti di fionda, per allontanare quante più scimmie possibili e limitarne i danni.

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Più tardi incontriamo un altro produttore, Oliver Crispin, che ha alcuni ettari delle varietà Mundo Novo e Typica, ad un’altezza inferiore, intorno ai 900-1.000 m slm. Le sue piantagioni sono ancora di tipo tradizionale: sono state create durante la grande colonizzazione del 1976 e Oliver le ha ereditate dal padre.


27 giugno 2018

Ci svegliamo sotto un acquazzone, a quanto pare qui è frequente. Nella mattinata ci viene a prendere Norberto Mamani, che ci accompagna al Central Alianza, nella zona del Cherro Uchumachi dove, dal 2005, esiste l’associazione APECNA (Ass. Productores Ecologicos Café Nueva Alianza), di cui è il presidente. Incontriamo diversi produttori di caffè sui 45 anni, di seconda o terza generazione.
Le piantagioni qui sono più elevate, tra i 1.500 ed i 1.800 m slm e producono in media 350 sacchi da 50 kg di caffè all’anno. Come varietà producono quasi esclusivamente Caturra rosso e giallo e Catuaì rosso.

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All’ora di pranzo andiamo alla caffetteria Typica. È un luogo molto carino ed arredato con gusto: numerose sedie colorate e vintage, tavoli con decorazioni ad uncinetto un po’ retrò ed un bancone lungo e basso, dove è possibile preparare il caffè usando metodi diversi. La pasticceria è deliziosa ed i sandwich sono curati.

Qui assaggiamo alcuni caffè:

  • l’Uchumachi, dall’aroma di cioccolato, acidità citrico-malica non eccessiva, con aromi di frutta gialla, buon corpo ed un lungo retrogusto di cioccolata dolce. Quando raffredda si sente la juta, forse dovuta al basso livello di tostatura.
  • San Lorenzo, con aromi di frutta esotica, dall’acidità gradevolissima, un corpo leggero ma meno pronunciato del precedente, leggermente tannico.
  • Espresso preparato con il caffè di Nicolas Colque, ben tostato.

Dopo il turno Cecilia ci accompagna fino ad Origen; ci fermiamo a visitare il lago Titicaca, ai confini con il Perù.

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È una giornata di sole terso e la luce è così forte che è quasi difficile tenere gli occhi aperti. Sulla superficie del lago vediamo degli isolotti interamente costruiti con canne di totora, una pianta che cresce naturalmente sulle sponde del lago, e che galleggiano sull’acqua. La nostra guida ci racconta che sono stati costruiti dagli Uros per scappare dagli attacchi degli Incas e proteggersi in mezzo all’acqua.
Al momento in questi paesini vivono solo dei pescatori. Arrivati ad Origen, invece, andiamo subito a visitare la nuovissima caffetteria di Felix.

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Il locale è molto ampio, si sviluppa su livelli diversi ed è provvisto di giardino interno. C’è anche un laboratorio che contraddistingue questo locale da tutti gli altri. Assaggiamo sei tipi diversi di caffè e, alla fine della degustazione, decretiamo i migliori insieme a Felix. Sui vincitori siamo in sintonia: sono quello di Nicolas Colque di Collasuyo e quello della Comunità Calama di Caranavi.

 

Questa prima tappa del nostro spettacolare viaggio attraverso gli altipiani della Bolivia si conclude qui. Ringraziamo tutti per l’ospitalità, l’organizzazione e l’accoglienza e prendiamo il nostro prossimo aereo alla scoperta del Perù!