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Chiacchierando di caffè
27 Marzo 2020

La scuola di Le Piantagioni del Caffè

Abbiamo pensato alle opportunità che questo periodo ci offre, più che alle molte difficoltà.
Ecco così che nasce la nostra piccola “Scuola di Caffè”: un modo di rispondere alle domande più comuni che i nostri appassionati ci pongono, e usare al meglio queste giornate casalinghe per condividere questa grande passione e crescere insieme!

 

Ad ogni evento, in ogni fiera di settore e durante i corsi che ospitiamo, incontriamo tanti #coffeelover ed appassionati; il confronto con loro è sempre molto stimolante.

Una delle domande che ci viene posta più spesso è:
Come posso fare, da profano del settore, a riconoscere un buon caffè da un caffè di cattiva
qualità? 

Premessa necessaria per rispondere a questa prima domanda è che i caffè non sono tutti uguali.
Che sia estratto in espresso o in filtro, la prima cosa che ti consigliamo di fare è chiudere gli occhi ed annusare la bevanda cercando, in base alle tue conoscenze personali, di escludere alcuni difetti macroscopici come per esempio sentori di muffa, di gomma bruciata, di medicinale o petrolio.
Dopo una prima analisi olfattiva è il momento dell’assaggio: sorseggia il caffè e, nonostante non abbiano una valenza di tipo oggettivo, sfrutta tutti i tuoi ricordi per ricollegare i sapori percepiti a precise note aromatiche.
Focalizzati all’inizio su tre descrittori e, per ognuno, cerca di dare una valutazione oggettiva: amarezza, corpo e dolcezza sono le caratteristiche del caffè in degustazione che, per prime, puoi provare a valutare.
Tranquillo, è tutta questione di allenamento: assaggio dopo assaggio la degustazione critica ti verrà sempre più naturale (anche se per diventare un pro, avrai necessariamente bisogno di una guida esperta)!

Il caffè, quello buono, deve essere caratterizzato da un’amarezza gradevole, lieve e non persistente,
che non rischi quindi di coprire sentori organolettici positivi.
Allo stesso tempo è necessario percepirne e valutarne accuratamente la dolcezza che, assieme all’amarezza, va a creare un piacevole equilibrio.
Ultima ma non meno importante valutazione, è quella che devi provare a fare sul corpo della bevanda.
In questo caso ad essere valutata è la qualità e non la quantità della sensazione tattile. (Non spaventarti: anche in questo caso è tutta questione di esercizio!)
All’inizio potrebbe esserti d’aiuto provare a domandarti se la sensazione provata sulla lingua è quella del velluto, della seta oppure di qualcosa di ruvido e secco.

Prova ora a degustare il tuo caffè adottando un approccio critico e più consapevole.

Ti consigliamo di scrivere e annotare tutte le sensazioni e gli aromi che percepisci: è un esercizio di memoria che ti tornerà molto utile assaggio dopo assaggio!

Noi siamo qui, pronti a mettere a tua disposizione la nostra esperienza nel mondo degli Specialty Coffees e a rispondere a tutte le tue curiosità: facci una domanda!