Uganda 2017: il caffè dei Masai - Le Piantagioni del Caffè
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21 dicembre 2017

Uganda 2017: il caffè dei Masai

La ricerca dell’originalità costringe sempre più spesso a viaggiare in luoghi via via più lontani ed impervi. Ogni tanto succede, però, che alcune aree non sviluppate, ma ricche di promesse, ci si dispieghino davanti per una serie di cause fortuite.

E’ questo il caso del distretto di Kapchorwa, sul versante settentrionale del Monte Elgon. Qui una tribù Masai, quella dei Sebei, stanziata diverse centinaia di anni fa, si è dedicata all’agricoltura, contrariamente alle abitudini delle altre tribù di questa etnia, usualmente allevatrici e guerriere.

I Sebei e la voglia di migliorarsi

Il caffè è entrato nel loro sangue, tanto che nella loro lingua (il kupsabiny) fanno distinzione fra caffè in generale (mwuaninag), caffè verde (chokacipony), caffè tostato (chokacisus), caffè macinato (chokichngai) e caffè come bevanda (chokeyei).

E’ in questa zona dell’Uganda orientale che fra i 2.000 ed i 2.200 m di altezza i Sebei coltivano caffè ed è qui che ci siamo recati per 2 volte durante tutto l’arco del 2017. L’incontro con questi piccoli coltivatori è stato assolutamente unico e stimolante. Gente fiera, dal portamento altero, ma aperta a qualsiasi miglioria si proponga loro.

Il nostro nuovo amico Kalifani

L’incontro con Kalifani, in particolare, animatore del locale centro culturale, ha fatto subito scattare una scintilla fra noi. Ci ascoltava e seguiva in maniera talmente intensa da non consentirci di comprendere quanto avesse capito di tutte le nuove nozioni che gli andavamo fornendo riguardo a raccolta, fermentazione ed essiccazione del caffè. Ma, tempo due giorni, aveva già realizzato ciò per cui ad altri necessitano anni.

Il suo terreno, in dolce declivio verso la vallata, arriva fino ad un terrazzo naturale, affacciandosi al quale si può ammirare, a perdita d’occhio, un immenso altopiano, fino alle sconfinate distese di papiro dei laghi Bisina e Opeta. Se si ha negli occhi un’immagine ideale dell’Africa, da questa terrazza naturale del monte Elgon si può percepire la sua grandiosità e bellezza.

Purtroppo, sul monte Elgon la stagione del raccolto coincide anche con la fase terminale del periodo delle piogge. Ogni tanto bisogna coprire il caffè e scappare a ripararsi prima che sia troppo tardi. Non è facile essiccare il caffè correttamente in questo distretto e non è facile mantenerne l’umidità a dei livelli compatibili con la qualità che pretendiamo, ma l’entusiasmo di Kalifani e dei suoi accoliti sembra non vedere gli ostacoli che si presentano sul loro percorso.

Per arrivare a veder realizzate tutte le potenzialità di questi caffè dovremo aspettare ancora un altro raccolto. Poi ne riparleremo!

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